previous arrow
next arrow
Slider

News

In un momento in cui lo scoramento e la paura possono prendere il sopravvento, non potendo nemmeno facilmente trovare ristoro nel contatto con le persone che ci sono care e da cui è necessario, paradossalmente, star lontano per averne cura, appare ancor più chiara la speranza insita nella possibilità di superare la lontananza nel distacco stesso.
Ora aver cura delle persone che ci stanno a cuore significa mantenere le opportune distanze, saper allontanare quello spazio fisico che tanto ci manca per tutelare la salute propria e di coloro che precedentemente erano a stretto contatto con noi. È questo il paradosso che stiamo vivendo: amare vuol dire allontanare, voler bene significa saper tenere a debita distanza coloro a cui teniamo. Ed è proprio la speranza che ci spinge a farlo: la speranza di poter un giorno, che si desidera molto vicino, riabbracciarci tutti in uno slancio di vita che teniamo ora sopito per la cura che abbiamo dell'altro.
Questa Pasqua, in ebraico "passaggio", sia spartiacque da un modo scontato di vivere gli affetti e la quotidianità ad un nuovo concetto di "presenza all'altro"; perché abbiamo sperimentato che "presenza" delle persone che amiamo non è solo "vicinanza" o "prossimità", ma anche capacità di allontanarsi per protezione e cura rimanendo saldi nelle certezze insite negli affetti.
Auguro a tutti voi operatori della Scuola e a coloro che a diverso titolo hanno cura degli alunni e delle alunne (genitori, amministratori locali, operatori sanitari e sociali) una serena Pasqua con le vostre famiglie, in "prossimità" o in "lontananza"... perché forte in questo momento stiamo sperimentando la "presenza" degli affetti che ci fanno sperare in un futuro presto radioso.
In particolare a voi, cari allieve e allievi, che portate il peso della "reclusione" nell'età che più vi porta ad anelare la libertà dell'apertura verso il prossimo, giunga il mio abbraccio virtuale!
 
Serena Pasqua a tutti!
 
Il Dirigente scolastico
Giuseppe Calenzo

Link utili

Torna su